Il sito ufficiale del comune di Longarone
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Storia

Il territorio di Longarone era certamente abitato dai Romani. Cospicui, infatti, vi sono stati i ritrovamenti archeologici dell’epoca. A Fortogna si sono rinvenute tombe romane; altre, di periodo imprecisato, sono venute alla luce presso Pirago; Dogna ha dato un sepolcreto con monete, armille, anelli, vasi di terracotta scura, Longarone una lapide dedicata ad Asclepio. Resti di via romana, accertati a Roggia, testimoniano il passaggio per la valle di un’arteria di traffico, probabile variante alla Claudia Augusta Altinate.


L’origine del nome è incerta, ma l’ipotesi più probabile è che derivi da “longaria”,  da “longus”, nel senso di distesa striscia di terra.

È certo che la storia primitiva di Longarone si confonde con quella del più importante centro vicino di Castellavazzo. La storia municipale si rende autonoma solo con la costituzione del Comune, avvenuta per opera di Napoleone nel 1806.

Longarone seguì, nel medioevo e nell’epoca moderna, la storia di Belluno. Ebbe la dominazione dei Vescovi, nel 1250 di Ezzelino da Romano; nel 1300 subentrarono gli Scaligeri, poi i da Carrara e i Visconti. Col 1420 passò sotto il dominio dello Stato Veneto.

Il paese nacque probabilmente intorno al 1300, centrato sulla chiesa di san Cristoforo. Singolarmente interessante e importante un’iscrizione che ricordava l’edificazione del luogo sacro. Scolpita a carattere gotico maiuscolo capitale era una delle prime testimonianze del volgare bellunese.

Longarone divenne poi sede di Regola. Il 7 giugno 1623 la Repubblica di Venezia investì del bosco di Cajada la Regola di “Longarone-Igne-Pirago”, elevata a “Magnifica” nel 1712.


Il secolo XVIII portò a Longarone famiglie facoltose che vi esercitarono il commercio, soprattutto del legname, elevando il piccolo centro a ben alti fastigi economici. In pari tempo la cittadina era onorata dell’opera di valenti artisti. Sorsero signorili palazzi, e, sulla fine del secolo, la famiglia Sartori iniziava l’erezione dei Murazzi, alle spalle del paese. Max Reinhardt, il grande regista teatrale germanico, avrebbe voluto allestire, tra gli spiazzi della scalea, le tragedie greche.

Durante la campagna del 1848 Longarone diede largo contributo di uomini alla causa italiana. Fra tutti spicca il nome dell’avvocato Jacopo Tasso (1801-1849), fucilato a Treviso il 10 aprile 1849 e le cui spoglie riposano dal 1937 nella Chiesa-Ossario dei frati di Mussoi.


Nella storia di Longarone si distinsero nel campo delle arti l’incisore Niccolò Cavalli (1730-1822) e il pittore e litografo Pietro Marchi (1810-186?), ma più di ogni altro si segnalò Pietro Gonzaga (1751-1831) figlio del pittore bellunese Francesco. Pietro Gonzaga fu scenografo tra i più grandi del ‘700 italiano e fu promosso pittore di corte da Caterina II, Imperatrice di tutte le Russie. A partire dagli inizi del ‘900 Longarone andò acquistando una tipica fisionomia industriale, che portò alla realizzazione di notevoli stabilimenti, quali, ad esempio, la Cartiera Protti e la Faesite.


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